La proposta estrema. Alda D’Eusanio conduttrice del Grande Fratello

Alda-D-Eusanio

Si dice che la prossima conduttrice del Grande Fratello (e non Barbara Palombelli, Nadia Toffa, Belen Rodríguez o Michelle Hunziker) sarà Barbara D’Urso che ha alle spalle ricordiamo già la conduzione di tre edizioni del reality show.

Senza nulla togliere a Barbara D’Urso che, nonostante le critiche che le vengono continuamente rivolte, è riuscita ad imporre il suo stile di conduzione e le sue idee ai suoi programmi (Pomeriggio 5, Domenica Live) che vanno alla grandissima, ci piacerebbe vedere un volto nuovo alla conduzione del Grande Fratello, versione Nip.

Basti pensare quanto abbia funzionato sostituire Alessia Marcuzzi al Grande Fratello affidando la versione Vip a Ilary Blasi che ha reso il tutto meno scontato e ha portato a casa un reality nuovo di zecca.

Noi un’idea la lanciamo e senza pensare questa volta alle soliti conduttrici che vediamo puntualmente in onda, ma pensando ad un nome del tutto nuovo che nessuno si aspetterebbe a nostro avviso potrebbe davvero rappresentare la vera novità di questo Grande Fratello.

Noi una bomba proviamo a lanciarla e vorremmo che Mediaset prendesse in considerazione Alda D’Eusanio alla conduzione del Grande Fratello.

Ecco lo abbiamo detto! Ultimamente la abbiamo vista come brillante opinionista nella versione di Matrix condotto da Piero Chiambretti, ma non possiamo non ricordarla nelle sue performance da conduttrice.

Come dimenticare i pomeriggi all’insegna del trash che la D’Eusanio ci regalò col mitico talk show Al posto tuo? 

L’unico che era stato in grado al tempo di dare filo da torcere a Uomini e donne di Maria De Filippi.

Alda D’Eusanio è una donna intelligente, ironica, perspicace e che sa unire la sperimentazione sociologica a quel sano trash che sa produrre con l’eleganza e quel modo di fare che manca tanto nel piccolo schermo.

Alda D’Eusanio è un personaggio fuori dagli schemi che renderebbe del tutto non prevedibile un reality show come il Grande Fratello e potrebbe avere la capacità (come fu ai tempi della conduzione targata Daria Bignardi) di rendere sociologico e sperimentale un’edizione di un programma giunta ad un numero di edizioni infinito, ma che nella sua versione Nip ha bisogno necessariamente di un rilancio, a partire dalla conduttrice.

 

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