Chi sono i ragazzi dello Stato sociale

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Si sono classificati secondi al Festival di Sanremo e la canzone portata sul palco dell’Ariston “Una vita in vacanza” è al primo posto tra i brani più scaricati su I-Tunes, sono il gruppo di Lo Stato sociale. Conosciamo più da vicino chi sono i cinque ragazzi che hanno fatto impazzire il pubblico nella kermesse canora più di successo degli ultimi anni. 

Si chiamano Lodovico Guenzi, detto Lodo che è un po’ il leader del gruppo e la voce, Alberto Cazzola, detto Alberti al basso, Francesco Draicchio detto Checco al sintetizzatore e voce, Alberto Guidetti detto Bebo alla programmazione, sintetizzatore e voce, Enrico Roberto detto Carota al sintetizzatore e voce.

Il gruppo dello Stato sociale nasce a Bologna (mi ricorda un po’ i tempi di quando nacquero negli anni 90′ i Lunapop) e prima di raggiungere la notorietà fa la sua gavetta nei localini, portandosi tanto di impianto e di birrette e suonando inizialmente solo per pochi intimi.

Inizialmente il gruppo è formato soltanto da tre elementi e soltanto in fase successiva raggiunge il numero di cinque che è quello attuale che abbiamo visto nel palco del Festival di Sanremo.

Conosciamoli da vicino, uno per uno.

Lodovico è senza troppi giri di parole l’anima della band, il volto dello Stato sociale ed è uno che nella vita di tutti i giorni non ha problemi a metterci la faccia in tutto quello che fa. Basti pensare che si è schierato contro Matteo Salvini nel corso di un dibattito che aveva protagonisti le coppie omosessuali. Racconta così gli esordi del suo gruppo:

«Ci siamo autoprodotti, abbiamo rischiato. All’inizio chiedevamo 200 euro, poi 500. Quando ce li diedero la sensazione era come di ubriachezza. All’Angelo Mai di Roma volevamo quasi ridargli indietro i soldi “in più”, ci sentivamo degli usurpatori. Poi ce li siamo tenuti».

Alberto Cazzola ha studiato per laurearsi in Sociologia del Lavoro. Si arrabbia tantissimo quando il suo gruppo viene definito una band per ragazzine ormonali o ormonose che dir si voglia

«Siamo appassionati di cazzate, sì, scriviamo anche canzoni sentimentali, ma siamo pure molto altro».

Francesco di professione faceva il ricercatore precario e i suoi genitori lo invitavano a cercarsi seriamente un lavoro vero. Oggi è orgoglioso e felice di potere campare della sua musica.

Alberto Guidetti, invece, lavorava in fabbrica e grazie alle fatiche della sua attività era riuscito nell’intento di comprarsi una macchina tutta sua e una casa e ha sempre sognato la stabilità di un lavoro fisso. Oggi, ha imparato a vivere con e nella precarietà e si sente felice.

Enrico ha i genitori che provengono da Foggia e suo padre agli albori della sua carriera gli consigliava (probabilmente come fanno un po’ tutti i genitori) di lasciare perdere la musica e trovarsi un lavoro vero. Allo stato dei fatti le cose sono andate diversamente e oggi il suo papà è il suo primo fans.

 

Annunci