Rai 3 e quella linea verticale della vita..

linea verticale

Abbiamo inaugurato ieri su queste pagine un nuovo osservatorio, quello delle serie tv che aspirano ad essere dei format televisivi e abbiamo cominciato facendo una riflessione sulla serie Mediaset, Immaturi.

Spostiamo la nostra attenzione oggi sulle reti Rai e con un nuovo esperimento messo in atto da Rai 3 (rete che nella nuova stagione tv di esperimenti nuovi e coraggiosi ne ha compiuti. Pensiamo a Senso Comune prima e La strada senza tasse con Flavio Insinna dopo), Linea verticale.

Linea verticale nasce dall’intento di andare a conoscere più da vicino (molto vicino) il mondo della sanità e nello specifico mostra in modo reale e alle volte crudo cosa succede negli ospedali e come vivono tutte quelle figure che ruotano in quel settore: dai medici, agli infermieri, alle caposala, ai pazienti.

Il protagonista della serie è Valerio Mastrandrea, un uomo che diventa paziente e vede da un giorno all’altro completamente trasformarsi la propria vita, quando scopre la diagnosi di un male incurabile.

Il racconto è intenso, profondo, puntuale e precisamente sezionato.

Senti l’esasperazione del mondo ospedaliero e il devastante crollo della sanità che noi quotidianamente respiriamo soltanto attraverso il racconto puntuale dei tg, ma che solo chi vive all’interno di quel contesto può sentire intensamente tutti i giorni sulla propria pelle.

La linea verticale, in fondo, altro non è che una serie che aspira inconsapevolmente ad essere a tutti gli effetti un format televisivo.

Un paziente, una equipe di professionisti al suo servizio, una storia da raccontare e tanti momenti per riflettere.

I tentativi di fare qualcosa di buono e di diverso su Rai 3 ci sono tutti, senza mai dimenticare la sua mission di servizio pubblico e ancora di più quella di terza rete Rai, con i suoi obiettivi, senza pensare troppo al risultato finale quando il prodotto ha una sua precisa identità e una volontà di fare informazione raccontando.

Mi sento di promuovere Linea Verticale perché la sua visione è stata in grado di mostrarci e trasferirci tutta la vera angoscia di quelle persone che lavorano negli ospedali e che si ritrovano tutti i giorni non solo ad assistere dei malati, ma a viverle le loro angosce, le loro sofferenze e tutta l’ansia del futuro.

Gli ascolti non bocciano definitivamente il nuovo prodotto lanciato da Rai3, ma la serie di puntata in puntata ha un po’ perso per strada il suo pubblico e probabilmente per la collocazione non propriamente ideale (avrei optato per una collocazione nell’Access Prime time, come è stato per Senso comune e La strade senza tasse, nel segno di un’innovazione in quella precisa fascia oraria).

Linea verticale ha esordito con un provvidenziale 7% di share per poi scendere di puntata in puntata fino a toccare il 4,62% di share nella prima parte di ieri e il 4,19% nella seconda.

C’è posta per te con Maria De Filippi, intanto, miete un altro successo e segna un altro record di ascolti (28,59%).

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