No alle gag di Sanremo. Promosso Lorenzo Baglioni e l’inno al citofono di Antonacci

lorenzo baglioni

Sono andata a dormire, ieri, con un pensiero fisso: il citofono.
Biagio Antonacci, uno dei super ospiti della seconda serata del Festival di Sanremo, al termine della sua esibizione, esorta tutti noi ricordandoci che esistono i citofoni per cercare chi amiamo, e che è bellissimo passare sotto casa di qualcuno e, anziché mandare un anonimo e volgare whatsapp, scegliere di citofonare! Io, cara Lady Format, è una vita che lo sostengo, l’apologia del citofono mi appartiene da sempre! Romanticherie a parte, se mi dovesse citofonare Antonacci per cantarmi una delle sue canzoni, farei finta di non essere in casa. Sia chiaro.
Detto questo, amo Roberto Vecchioni, mi è piaciuto il duetto Sting-Shaggy, e trovo geniale, tra i giovani cantanti in gara, Lorenzo Baglioni, (strano che nessuno si sia mai chiesto se è parente del conduttore) con la sua canzone sul congiuntivo. Le nuove proposte (oltre a Lorenzo Baglioni figurano Giulia Casieri, Mirkoeilcane e Alice Caioli) danno più soddisfazioni dei big.
Le gag di Sanremo, invece, sono simpatiche come un convegno internazionale sulle malattie reumatiche.
Abbastanza triste il siparietto iniziale, con Michelle Hunziker che si cimenta in un brano tratto dalla favola di Biancaneve, accompagnata da Baglioni al pianoforte. Ma perché?
Comunque, cari autori, fategliela cantare una canzone a Claudio Baglioni, dall’inizio alla fine, senza interruzioni imbarazzanti e totalmente prive di senso, inutili alla narrazione televisiva! Fatemi sentire il mio primo amore musicale senza per forza doverlo interrompere per creare gag che non fanno proprio ridere, credetemi!
Altrettanto triste l’esibizione del trio Il Volo: i tre tenori omaggiano Sergio Endrigo, reinterpretando il suo brano “Canzone per te”. Tre ragazzini che sembrano, per come sono conciati, che abbiano sessant’anni, e che non sanno nemmeno chi fosse Endrigo. Penoso.

Recensione a cura di Margot

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